{"id":64,"date":"2019-01-25T13:27:00","date_gmt":"2019-01-25T12:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archiviodiocesinapoli.it\/?page_id=64"},"modified":"2019-03-08T12:13:23","modified_gmt":"2019-03-08T11:13:23","slug":"larchivio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.archiviodiocesinapoli.it\/index.php\/larchivio\/","title":{"rendered":"L&#8217;Archivio"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;3.14&#8243; custom_padding=&#8221;0px||0px|&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;3.14&#8243; background_image=&#8221;https:\/\/www.archiviodiocesinapoli.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/IMG_0911.jpg&#8221; parallax=&#8221;on&#8221; parallax_method=&#8221;off&#8221; make_fullwidth=&#8221;on&#8221; use_custom_gutter=&#8221;on&#8221; gutter_width=&#8221;1&#8243; padding_top_1=&#8221;50px&#8221; padding_right_1=&#8221;50px&#8221; padding_bottom_1=&#8221;50px&#8221; padding_left_1=&#8221;50px&#8221; custom_padding=&#8221;0px||0px|&#8221; background_color_1=&#8221;rgba(255,255,255,0.95)&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; background_size=&#8221;initial&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.14&#8243; background_layout=&#8221;dark&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; animation_style=&#8221;slide&#8221; animation_duration=&#8221;1200ms&#8221; animation_delay=&#8221;200ms&#8221; animation_intensity_fold=&#8221;100%&#8221; text_text_shadow_style=&#8221;preset2&#8243; animation_direction=&#8221;left&#8221; header_text_align=&#8221;left&#8221; header_text_color=&#8221;#b31848&#8243; text_font_size=&#8221;22px&#8221; module_alignment=&#8221;center&#8221; header_font_size=&#8221;38px&#8221; custom_margin=&#8221;30px|||&#8221;]<\/p>\n<h1 style=\"text-align: left;\">L&#8217;ARCHIVIO STORICO dell&#8217;ARCIDIOCESI di NAPOLI<\/h1>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.14&#8243; border_style=&#8221;solid&#8221; animation_style=&#8221;slide&#8221; animation_duration=&#8221;1200ms&#8221; animation_delay=&#8221;200ms&#8221; animation_intensity_fold=&#8221;100%&#8221; animation_direction=&#8221;bottom&#8221;]<\/p>\n<p>L\u2019Archivio dell&#8217;Arcivescovado Napoletano ebbe la sua origine, secondo una scrittura del 1739 conservata nello stesso Archivio, nell\u2019anno 1598.<br \/>\nA quell&#8217;anno la scrittura fa risalire un decreto della Congregazione dei Vescovi e dei Regolari col quale si ordinava che \u00abtutte le scritture, atti e processi dell\u2019Arcivescovo vel Curia si riponessero e custodissero nelle stanze particolari a tal effetto destinate dall&#8217;Em.mo Arcivescovo Gesualdo, con due chiavi, una da tenersi dal Cancelliere della Curia e l\u2019altra dal Vicario generale o da altra persona destinanda dall\u2019Arcivescovo \u00bb.<br \/>\nQuesta tarda origine di un\u2019accurata e specifica conservazione delle carte pu\u00f2 concorrere a spiegare il fatto che, come ricorda il Kehr, l&#8217;Archivio arcivescovile napoletano \u00abprivilegiis Romanorum pontificum et diplomatibus regum et imperatorum mediiaevi, immo chartis antiquis omnimo caret\u00bb, cio\u00e8 esso \u00e8 mancante delle carte e privilegi del Pontefice, di diplomi regii, degli imperatori medievali e di carte molto antiche. Questo giudizio, tuttavia, \u00e8 eccessivo, giacch\u00e9 di carte antiche, medievali, l\u2019Archivio non manca del tutto, ma il giudizio \u00e8 pur sempre esatto nell&#8217;insieme.<br \/>\nL\u2019Archivio arcivescovile napoletano nacque come archivio corrente per le crescenti esigenze dell\u2019amministrazione diocesana. E certamente non si va lontano dal vero supponendo che la crescita di tali esigenze fosse in diretta relazione con lo straordinario sviluppo urbano di Napoli nel secolo XVI. La diocesi napoletana comprendeva poco pi\u00f9 del territorio della grande citt\u00e0, ma quest\u2019ultima aveva visto almeno raddoppiarsi la propria popolazione, fra l\u2019avvento di Ferdinando il Cattolico al trono napoletano nel 1503 e gli anni della fine del secolo, momento in cui il problema dell\u2019Archivio diocesano venne a porsi con tanta urgenza.<br \/>\nNei secoli successivi, il merito di aver ripreso e sistemato organicamente l&#8217;attivit\u00e0 dell\u2019Archivio tocca, nel XIX secolo, all\u2019Arcivescovo Filippo Giudice Caracciolo.<br \/>\nAlla fine dell\u2019800, la sollecitudine per l\u2019Archivio era in evidente connessione con le vicende generali della societ\u00e0 e della Chiesa. Nel caso specifico di Napoli non sar\u00e0 rimasta senza influenza la fioritura degli studi eruditi e di storia patria che ebbe, nella fondazione e nella vita della Societ\u00e0 Napoletana di Storia Patria la sua manifestazione pi\u00f9 vistosa, e in Bartolommeo Capasso uno dei suoi numi tutelari.<br \/>\nIn epoca contemporanea, nel 1958 una Commissione Diocesana per gli Archivi Ecclesiastici fece le prime organiche proposte per una ripresa dell\u2019Archivio.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243;][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;3.14&#8243; background_image=&#8221;https:\/\/www.archiviodiocesinapoli.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/IMG_0806.jpg&#8221; parallax=&#8221;on&#8221; parallax_method=&#8221;off&#8221; make_fullwidth=&#8221;on&#8221; use_custom_gutter=&#8221;on&#8221; gutter_width=&#8221;1&#8243; custom_padding=&#8221;0px||0px|&#8221; padding_top_2=&#8221;50px&#8221; padding_right_2=&#8221;50px&#8221; padding_bottom_2=&#8221;50px&#8221; padding_left_2=&#8221;50px&#8221; background_color_2=&#8221;rgba(255,255,255,0.95)&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243;][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.14&#8243; border_style=&#8221;solid&#8221; animation_style=&#8221;slide&#8221; animation_delay=&#8221;200ms&#8221; animation_direction=&#8221;bottom&#8221;]<\/p>\n<p>La Commissione poneva, innanzitutto, il problema della \u00abscelta di un locale idoneo&#8230; alle esigenze d\u00ec buona conservazione, di possibilit\u00e0 di ordinamento, di aumento del materiale per successivi versamenti, di accessibilit\u00e0 per gli studiosi\u00bb; e lo indicava nel \u00abpiano superiore dell\u2019ex seminario arcivescovile di Sant\u2019Aspreno\u00bb, sito nel complesso degli edifici adiacenti al Duomo. Si ponevano, inoltre, i problemi del lavoro generale di riordinamento del materiale e del personale idoneo alla bisogna. Per quanto riguardava, infine, i necessari finanziamenti, oltre ad un impegno della stessa Curia napoletana, si pensava ad un intervento dello Stato e ad aiuti di enti ed istituzioni locali. Le proposte cos\u00ec avanzate cominciavano a trovare accoglimento con la decisione di destinare ad archivio il pian terreno dell\u2019ex Seminario vescovile e con ravvio di pratiche e di richieste presso i competenti uffici statali. Alla fine del 1959 permaneva il timore di un\u2019invasione di termiti sia nelle travature che nelle scaffalature lignee dei vecchi locali. Venne allora stimato che la consistenza dell\u2019Archivio fosse di 85.000 tra fasci e volumi e che per la loro sistemazione occorressero circa 5.500 metri lineari di scaffalatura e una diecina di armadi. Finalmente cominciarono i lavori nella nuova sede destinata all\u2019Archivio e negli ultimi giorni di settembre del 1962 inizi\u00f2 anche il trasferimento in essa del materiale cos\u00ec malamente raccolto nella vecchia sede. La Commissione diocesana aveva fatto presente gi\u00e0 nel luglio precedente l\u2019urgenza e i problemi del trasferimento.<br \/>\nIl 12 ottobre 1962 l&#8217;Archivio fu posto sotto la sovrintendenza del canonico Aldo Caserta, aiutato dal canonico Franco Strazzullo.<br \/>\nSono stati direttori dell\u2019Archivio, in questi ultimi anni, mons. Domenico Ambrasi, mons. Ugo Dovere, mons. Antonio Illibato, il prof. Gennaro Luongo e attualmente il prof. don Giuseppe Maglione.<br \/>\nOggi l\u2019Archivio apre regolarmente le sue porte agli studiosi anche in orario pomeridiano e sono iniziati i primi interventi di digitalizzazione dei Fondi con un progressivo riordinamento completo del suo patrimonio documentario.<br \/>\nNei circa otto chilometri lineari di scaffalature attuali dell\u2019Archivio, sono conservati numerosi Fondi documentari. I principali sono: i Processetti prematrimoniali (dal XVI sec. a oggi), gli Acta Civilia, gli Acta Criminalia, gli Atti del Santo Ufficio, i libri antichi (Battesimo, Matrimonio e Funerali) di molte Parrocchie della Diocesi, il Vicario delle Monache, gli Acta Apostolicae Sedis, le Visite Pastorali degli Arcivescovi, gli archivi dei singoli Arcivescovi dal XVI sec. a oggi, i versamenti di documenti di numerosissime Arciconfraternite e il Fondo Ebdomadari della Cattedrale.<br \/>\nUn altro importante Fondo in continuo accrescimento \u00e8 la raccolta delle Cause dei Santi.<br \/>\nDi grande importanza storica \u00e8 il patrimonio pergamenaceo che conta oltre 1400 pezzi con i Fondi principali di S. Maria Donnaregina, S. Maria Egiziaca e quello degli Ebdomadari.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;3.14&#8243; custom_padding=&#8221;0px||0px|&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;3.14&#8243; background_image=&#8221;https:\/\/www.archiviodiocesinapoli.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/IMG_0911.jpg&#8221; parallax=&#8221;on&#8221; parallax_method=&#8221;off&#8221; make_fullwidth=&#8221;on&#8221; use_custom_gutter=&#8221;on&#8221; gutter_width=&#8221;1&#8243; padding_top_1=&#8221;50px&#8221; padding_right_1=&#8221;50px&#8221; padding_bottom_1=&#8221;50px&#8221; padding_left_1=&#8221;50px&#8221; custom_padding=&#8221;0px||0px|&#8221; background_color_1=&#8221;rgba(255,255,255,0.95)&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; background_size=&#8221;initial&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.14&#8243; background_layout=&#8221;dark&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; animation_style=&#8221;slide&#8221; animation_duration=&#8221;1200ms&#8221; animation_delay=&#8221;200ms&#8221; animation_intensity_fold=&#8221;100%&#8221; text_text_shadow_style=&#8221;preset2&#8243; animation_direction=&#8221;left&#8221; header_text_align=&#8221;left&#8221; header_text_color=&#8221;#b31848&#8243; text_font_size=&#8221;22px&#8221; module_alignment=&#8221;center&#8221; header_font_size=&#8221;38px&#8221; custom_margin=&#8221;30px|||&#8221;] L&#8217;ARCHIVIO STORICO dell&#8217;ARCIDIOCESI di NAPOLI [\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.14&#8243; border_style=&#8221;solid&#8221; animation_style=&#8221;slide&#8221; animation_duration=&#8221;1200ms&#8221; animation_delay=&#8221;200ms&#8221; animation_intensity_fold=&#8221;100%&#8221; animation_direction=&#8221;bottom&#8221;] L\u2019Archivio dell&#8217;Arcivescovado Napoletano ebbe la sua [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archiviodiocesinapoli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/64"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archiviodiocesinapoli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archiviodiocesinapoli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archiviodiocesinapoli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archiviodiocesinapoli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.archiviodiocesinapoli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/64\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":335,"href":"https:\/\/www.archiviodiocesinapoli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/64\/revisions\/335"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archiviodiocesinapoli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}